LABORATORI PER LE SCUOLE |
|
|
»LABORATORIO DI ARTE DRAMMATICA PER STUDENTI DELLA SCUOLA SUPERIORE »Laboratorio di Animazione Teatrale e Musicale per bambini e ragazzi delle scuole elementari »Laboratorio di Linguaggio Cinematografico (LINGUAGGIO AUDIOVISIVO) »LABORATORI DI ANIMAZIONE TEATRALE CON GLI ALUNNI DELLA SCUOLA MEDIA INFERIORE |
||
LABORATORIO DI ARTE DRAMMATICA Premessa: L'esperienza "drammatica" ( l'azione simulata, la finzione emotivamente vissuta ) fa parte, senza ombra di dubbio, dell'esperienza di crescita e di formazione di ogni individuo.Essa attinge, essenzialmente, alla necessità di ognuno di "simbolizzare" e di "trasmettere" i propri sentimenti, la propria lettura della realtà esteriore ed "interiore".All'inizio si configura come "gioco" (i bambini e i ragazzi tendono a "mettere in scena" - da simultanei autori-attori-spettatori - paure, speranze, fantasie e concetti), ma col passare del tempo, pur non perdendo mai la dimensione ludica e simbolica (come tutte le "arti"), essa assume la forza di metodo di analisi ed interpretazione di se e dell'esistenza.Ecco, quindi, alcuni buoni motivi (meglio, obiettivi) per attivare un Corso o un Laboratorio attivo di Arte Drammatica: 1. L 'Arte Drammatica (il "teatro") è un potente mezzo di apprendimento di tipo induttivo-emotivo. Attraverso il teatro (sia vissuto da spettatori che da "attori") siamo in grado di proiettarci nelle molteplici possibilità che riserva l'esistenza, tali possibilità possono anche configurarsi come "futuro" e quindi come "mistero" appassionante ed angosciante ad un tempo, ma sicuramente interessante e stimolante. Inoltre, attraverso la "messa in scena" di situazioni e "stati d'animo", elaboriamo concetti, riflettiamo sulla complessità della vita, misuriamo le nostre capacità, le nostre timidezze, i nostri limiti. Infine, i concetti, le nozioni, le situazioni "sperimentate" in modo induttivo e con una marcata componente emotiva, sono quelle che si radicano nella memoria a lungo termine, perché oltre al sostegno della "mente", hanno quello della "Psychè", dell'anima. 2. L'Arte Drammatica è un efficace mezzo di "comunicazione complessa". Recitare significa scoprire e comprendere i molteplici canali di comunicazione che ognuno di noi utilizza normalmente, ma di cui non sempre siamo coscienti. Recitare significa comunicare, "dire" di se e del personaggio (diverso da se), ciò che pensiamo, ciò che crediamo giusto o sbagliato, utilizzando contemporaneamente tutta la nostra persona: la parola, il linguaggio, il corpo, la gestualità, il volto, le mani... senza mai rinunciare a ciò che si è. Recitare vuol dire anche fantasticare, ideare, inventare, comunicare a chi sta sul palcoscenico con me e a chi guarda (gli spettatori) tutto il "mio" mondo, il "mio" modo di sentire, di reagire, di giudicare, di interpretare. 3. L'Arte Drammatica è un proficuo metodo di socializzazione e di identificazione di se, attraverso la comprensione (il "prendere insieme") dell'individualità e dell'originalità dell' "altro da se". Recitare vuol dire, infatti, "mettersi nei panni di... ", misurarsi con tutte le diverse possibilità di reazione alle situazioni, chiedersi se il "mio" modo di reagire sia l'unico... si incontrano così gli "altri", con i differenti modi di interpretare la medesima realtà, con i differenti contesti in cui viviamo... e contemporaneamente ci si "situa" in una realtà precisa, si comprende il contesto in cui viviamo, si rafforza la propria identità (prendendo le distanze, magari, da tutte quelle possibilità che ci sembrano assurde, lontane, deleterie). 4. L'Arte Drammatica è un interessante modo di richiamare alla "disciplina", al rispetto del lavoro altrui, alla collaborazione, alla conoscenza del proprio ruolo, dei propri limiti, del proprio compito. "Fare uno spettacolo" significa rispettare delle regole, dei "tempi", dei ritmi, dei silenzi... Uno spettacolo è un lavoro comune : vuole coordinamento, volontà, rispetto di se e degli altri... altrimenti lo spettacolo "viene male" e tutti ci rimettono! Per uno spettacolo ci vuole "disciplina", concentrazione, concertazione degli obiettivi, rispetto dei compiti propri e di ciascuno, accettazione dei propri limiti e riconoscimento delle qualità degli altri, volontà di riuscita in un progetto comune. 5. L'Arte Drammatica si traduce in un insieme di attività molto divertenti e creative. Essa stimola alla riflessione sugli atteggiamenti comici, estrosi, originali di ciascuno di noi e vede la sperimentazione attiva delle osservazioni condotte. Inoltre contiene in modo naturale aspetti di gioco e di ilarità: facendo teatro (anche quello serio) si passa attraverso gli errori, le timidezze, le ripetizioni, i "tic" di ciascuno... con evidente apertura alla dimensione del divertimento e del gioco. E ancora, l'Arte Drammatica propone fantasia narrativa, riflessione sulle piccole e grandi cose della vita, evocazione di caratteri, sensazioni, ricordi... con un'espressione efficace: "i propri copioni di vita". 6. L'Arte Drammatica stimola appetiti culturali ulteriori, perché attinge a situazioni, concetti, immagini, battute, personaggi che si ritrovano nelle opere di autori, drammaturghi, poeti, musicisti... Chissà che, dopo aver "interpretato una parte" (o dopo averci tentato), non venga la voglia di leggere il testo, di conoscere altro del medesimo autore, di vedere spettacoli teatrali seri ed interessanti. Se probabilmente non si diventa attori con un semplice Laboratorio di Arte Drammatica, si può senz'altro sperare di divenire spettatori più critici e coscienti e, magari, lettori interessati e appassionati. 7. L'Arte drammatica, a scuola , inoltre, può diventare l'occasione per vivere la scuola stessa in modo diverso e "più completo", per fare esperienze non solo logico-deduttive, ma induttive ed esperienziali, per maturare possibili "vocazioni" artistiche e professionali, per orientarsi verso gli studi futuri, per integrare diverse conoscenze e differenti Arti (si pensi all'allestimento della scenografia teatrale in un Liceo Artistico o in un Istituto d'Arte o alla stesura di una sceneggiatura teatrale con il relativo copione e conseguente messa in scena per studenti del Liceo Classico o Scientifico, ma in genere per tutti gli Istituti superiori). Metodologia: Ogni incontro sarà condotto in modo attivo, esperienziale, induttivo ed evocativo. Tutti i partecipanti saranno coinvolti attivamente, sia nella parte "evocativa" (esprimere stati d'animo, timori, timidezze, esperienze, situazioni, ecc.) che è parte fondamentale ed indispensabile della "formazione attorale primaria", sia nell'azione propriamente drammatica, nell'interpretazione, nell'uso del corpo, dei gesti, della voce, con tutte le potenzialità espressive e comunicative possedute e mediante le tecniche teatrali che si apprenderanno nel corso del laboratorio. Insieme agli obiettivi più propriamente formativi, si cercherà di perseguire quello dell'allestimento e della successiva rappresentazione di uno spettacolo, perché il lavoro comune ed individuale, faticosamente svolto, possa concretizzarsi in modo evidente ed efficace. Tutti possono partecipare ad un Laboratorio di Arte Drammatica, anche eventuali studenti con difficoltà motorie o di parola... o studenti stranieri con difficoltà nella lingua italiana: Il teatro è innanzitutto "ritmo interiore" e comunicazione globale: volto, gesto, tronco, braccia, gambe, respirazione... il corpo viene prima della parola e comunica in modo complesso e completo. Nel caso nel gruppo di studenti si riscontrasse la presenza di qualcuno con diverse abilità comunicative o motorie, si dovrà senz'altro adeguare l'esperienza garantendo il coinvolgimento pieno di tutti i partecipanti. Parte Organizzativa: Si propone un Laboratorio di almeno 20 ore (dieci incontri di due ore consecutive) con breve spettacolazione finale, da tenersi in uno spazio sufficientemente ampio (aula, laboratorio, atrio, palcoscenico... NON PALESTRA) e sgombro da banchi, tavoli, sedie, ecc. Il tema dello spettacolo finale potrà essere concordato con i docenti e il Direttore o, meglio, con gli stessi studenti, durante il lavoro di improvvisazione e di creazione drammatica. Il gruppo di lavoro dovrà essere formato preferibilmente da Max 20/22 persone. |
||
Premessa generale per i docenti: L'esperienza "drammatica" ( l'azione simulata, la finzione emotivamente vissuta ) fa parte, senza ombra di dubbio, dell'esperienza di crescita e di formazione di ogni individuo. Essa attinge, essenzialmente, alla necessità di ognuno di "simbolizzare" e di "trasmettere" i propri sentimenti, la propria lettura della realtà esteriore ed "interiore". All'inizio si configura come "gioco" (i bambini e i ragazzi tendono a "mettere in scena" - da simultanei autori-attori-spettatori - paure, speranze, fantasie e concetti), ma col passare del tempo, pur non perdendo mai la dimensione ludica e simbolica (come tutte le "arti"), essa assume la forza di metodo di analisi ed interpretazione di se e dell'esistenza. 1. L 'Arte Drammatica (il "Teatro") e la sua "sperimentazione" nell'Animazione Teatrale (nel "gioco dei ruoli e dell'imitazione") è un potente mezzo di apprendimento di tipo induttivo-emotivo. Attraverso il teatro (sia vissuto da spettatori che da "attori") siamo in grado di proiettarci nelle molteplici possibilità che riserva l'esistenza, possibilità che, per i ragazzi, gli adolescenti e i giovani, si configurano come "futuro" e quindi come "mistero" appassionante ed angosciante ad un tempo. Inoltre, attraverso la "messa in scena" di situazioni e "stati d'animo", elaboriamo concetti, apprendiamo la complessità della vita, misuriamo le nostre capacità, le nostre timidezze, i nostri limiti. Infine, i concetti, le nozioni, le situazioni "sperimentate" in modo induttivo e con una marcata componente emotiva, sono quelle che si radicano nella memoria a lungo termine, perché oltre al sostegno della "mente", hanno quello della "Psychè", dell'anima. 2. L'Arte Drammatica è un efficace mezzo di "comunicazione complessa". Recitare significa scoprire e comprendere i molteplici canali di comunicazione che ognuno di noi utilizza normalmente, ma di cui non sempre siamo coscienti. Recitare significa comunicare, "dire" di se e del personaggio (diverso da se), ciò che pensiamo, ciò che crediamo giusto o sbagliato, utilizzando contemporaneamente tutta la nostra persona: la parola, il linguaggio, il corpo, la gestualità, il volto, le mani... senza mai rinunciare a ciò che si è. Recitare vuol dire anche fantasticare, ideare, inventare, comunicare a chi sta sul palcoscenico con me e a chi guarda (gli spettatori) tutto il "mio" mondo, il "mio" modo di sentire, di reagire, di giudicare, di interpretare. 3. L'Animazione Teatrale è un proficuo metodo di socializzazione e di identificazione di se, attraverso la com-prensione (il "prendere insieme") dell'individualità e dell'originalità dell' "altro da se". Recitare vuol dire, infatti, "mettersi nei panni di... ", misurarsi con tutte le diverse possibilità di reazione alle situazioni, chiedersi se il "mio" modo di reagire sia l'unico... si scoprono così gli "altri", con i differenti modi di interpretare la medesima realtà, con i differenti contesti in cui viviamo... e contemporaneamente ci si "situa" in una realtà precisa, si comprende il contesto in cui viviamo, si rafforza la propria identità (prendendo le distanze, magari, da tutte quelle possibilità che ci sembrano assurde, lontane, deleterie).
4. L'Animazione Teatrale è un'attività molto divertente e creativa. Essa stimola alla riflessione sugli atteggiamenti comici, estrosi, originali di ciascuno di noi e vede la sperimentazione attiva delle osservazioni condotte. Inoltre contiene in modo naturale aspetti di gioco e di ilarità: facendo teatro (anche quello serio) si passa attraverso gli errori, le timidezze, le ripetizioni, i "tic" di ciascuno... con evidente apertura alla dimensione del divertimento (sebbene guidato, spiegato e "controllato"). 5. L'Animazione teatrale è un interessante modo di richiamare alla "disciplina", al rispetto del lavoro altrui, alla collaborazione, alla conoscenza del proprio ruolo, dei propri limiti, del proprio compito. "Fare uno spettacolo" , ma anche partecipare ad un qualsiasi momento di "comunicazione drammatica", significa rispettare delle regole, dei "tempi", dei ritmi, dei silenzi... Uno spettacolo è un lavoro comune : vuole coordinamento, volontà, rispetto di se e degli altri... altrimenti lo spettacolo "viene male" e tutti ci rimettono! Per uno spettacolo ci vuole "disciplina", concentrazione, concertazione degli obiettivi, rispetto dei compiti propri e di ciascuno, accettazione dei propri limiti e riconoscimento delle qualità degli altri, volontà di riuscita in un progetto comune. Inoltre, il teatro a scuola, permette di far sperimentare agli alunni attività interessanti, creative, divertenti e fantasiose, proponendo una diversa "visione" della scuola come ambito di crescita globale e di apprendimento con modalità diverse da quelle normalmente applicate in classe.
Tutto quanto esposto nella Premessa, naturalmente, serve da "materiale" teorico ed orientativo per i docenti che intendano adeguatamente rendere ragione dell'esperienza teatrale che si intende proporre ai bambini e trovare possibili "piste" di approfondimento e di ricerca.
* Il Laboratorio di Animazione Teatrale per bambini delle scuole elementari è teso alla sperimentazione di modalità comunicative "complesse", attraverso lo sviluppo della creatività, della dimensione ludica e comica e della dimensione narrativo-evocativa, a partire dall'esperienza, dalla realtà e dalle fantasie dei bambini e mediante l'utilizzo prevalente dell'espressività corporea e gestuale e con il significativo intervento della musica e del canto. Modalità organizzative e metodologia: Nota generale: I gruppi che parteciperanno ai laboratori di teatro non dovrebbero superare, per la gestione ottimale e la proficuità del lavoro proposto, le 20-22 unità (in genere, una classe). Laboratorio di 10 ore, con 5 incontri di due ore consecutive (+ l'eventuale spettacolo finale - della durata di circa 20/30 minuti) o, soprattutto per i più piccoli (I e II elementare) , con 7 incontri di 90 minuti (tot. 10h 30') o 10 incontri di 60 minuti. Ai bambini verrà proposto di comunicare in modi differenti : con il corpo, con le parti del corpo, con l'atteggiamento della persona, con i rumori, con le parole, con il canto e con l'uso di ritmi, strumenti musicali, con diversi linguaggi, sempre in modo attivo e coinvolgente, con l'attenzione costante alla "coralità" del gruppo. Verrà anche proposta, in modo differenziato per età, l'evocazione degli stati d'animo (paura, rabbia, tristezza, noia, ecc.) e la loro messa in scena (o la comunicazione drammatica), anche con "l'occhio" all'allestimento dello spettacolo finale e ricordando che in questi casi non è importante il "prodotto", ma il lavoro "in itinere", ovvero l'esperienza stessa del laboratorio di Animazione teatrale. Laboratorio di 20 ore, con 10 incontri di due ore consecutive + lo spettacolo finale oppure con moduli di 90 minuti (13 incontri). Verrà proposto di comunicare in modi differenti : con il corpo, con le parti del corpo, con l'atteggiamento della persona, con i rumori, con le parole, con il canto e con l'uso di ritmi, strumenti musicali, con diversi linguaggi, sempre in modo attivo e coinvolgente, con l'attenzione costante alla "coralità" del gruppo. Verrà anche proposta l'evocazione degli stati d'animo (paura, rabbia, tristezza, noia, ecc.) e la messa in scena (o la comunicazione drammatica), anche con "l'occhio" all'allestimento dello spettacolo finale. Vi sarà una prima fase di osservazione divertente ed analisi attiva dei vari modi di comunicare, intrecciata alla fase di conoscenza delle modalità e possibilità espressive del corpo e delle sue parti (anche un piede o il naso o le mani... possono comunicare e divertire!) e della gestualità. Seguirà, poi, la ricerca di mezzi di comunicazione creativi e fantasiosi, con riferimento alla natura, al mondo animale, alle situazioni concrete ed oniriche (comprese paure, sogni, fantasie...) e ludiche vissute dai bambini. Infine, se ritenuto opportuno dagli insegnanti e dagli stessi bambini, si allestirà uno spettacolo che veda agire tutto quanto sperimentato nel lavoro laboratoriale, ricordando che in questi casi non è importante il "prodotto", ma il lavoro "in itinere", ovvero l'esperienza stessa del laboratorio di Animazione teatrale. Ogni laboratorio prevede l'intervento di attori-animatori esperti anche dal punto di vista pedagogico, sia in alternanza che in compresenza, da tenersi in orario scolastico e con la presenza degli insegnanti della classe (giorni e orari saranno da concordarsi).
|
||
Laboratorio di Linguaggio Cinematografico |
||
"C'è un mondo di cose qua sotto" Roberto Benigni ne "La voce della luna" (di Federico Fellini) guardando sotto al letto con una lampada ad olio.
C'è tutto un mondo che vive dietro il film, un'alchimia impensabile, quasi magica. In un secolo di vita il cinema ha costruito una sua grammatica, un suo linguaggio preciso fatto di immagini, parole, luci, movimenti, suoni, sguardi, che ogni giorno si arricchisce di elementi nuovi e suggestioni imprevedibili. Si propone un'introduzione a questo linguaggio, attraverso l'analisi e lo studio delle sue immagini e soprattutto la pratica attiva. Il Linguaggio del cinema è autonomo rispetto a quello delle altre arti, sia dal punto di vista estetico che strutturale. In un certo senso si potrebbe dire che è persino più ricco. Si pensi, per esempio, alla diversità che intercorre tra la scrittura per immagini (la sceneggiatura) e la narrativa, o alla differenza tra la recitazione teatrale e quella cinematografica. Da qualche anno, poi, è letteralmente "scoppiata" la dimensione comunicativa dell'immagine con l'uso degli AUDIOVISIVI. La televisione (già da molissimo tempo), i videoregsitratori e le videocamere amatoriali hanno portato in casa ciò che prima si poteva vedere solo nella sala buia, proiettato sul grande schermo bianco del Cinema. La comunicazione audiovisiva è divenuta, ormai, una delle più importanti forme di relazione e di sollecitazione della memoria e dell'apprendimento: riprese video del compleanno, delle vacanze, dei momenti salienti della vita di una famiglia o di una persona: insomma ormai ogni famiglia ha almeno quattro o cinque "cassette" (se non alcune decine) su cui c'è il "filmino" (fatto da papà o dallo zio) di qualche ricorrenza o esperienza vissuta. La scuola , poi, assegna un certo spazio (talora rilevante) all'uso dell'audiovisivo didattico o creativo , anche se soprattutto in modo "passivo": limitandosi, cioè, alla semplice visione del film o del documentario, per poi ricavarne nozioni e discuterne con gli alunni. La nostra proposta è, invece, di UTILIZZARE IL MEZZO AUDIOVISIVO in modo ATTIVO, CREATIVO E DIRETTO: decidendo cosa "girare", organizzando le riprese, usando la telecamera e realizzando un prodotto audiovisivo, un breve video. Tale progetto, nella sua completezza, (ma è possibile "modellarlo", secondo le richieste e le caratteristiche della singola scuola) presuppone diverse fasi di lavoro, finalizzate alla realizzazione di un cortometraggio, per un totale di 34 ore (nella formula completa), di 26 ore (nella formula senza seminario di recitazione) o anche solo di 20 ore (soprattutto per i ragazzi delle scuole elementari ), in una formula semplificata e molto esperienziale e divertente. L'iter è facilmente inquadrabile e riassumibile in quattro semplici obiettivi: Accostare le tecniche della recitazione e la dimensione attorale, con particolare riferimento alla recitazione per il Cinema (vale come approfondimento nel caso si fosse già seguito un laboratorio di Arte Drammatica). Scoprire ciò che sta dietro al film, come si fa, come si ragiona per realizzarlo. Apprendere sinteticamente la "grammatica" e i rudimenti della tecnica di scrittura per immagini e di ripresa (modello "all'italiana e "all'americana" - "story board") Realizzare una storia, breve, semplice e interessante, fra quelle proposte dagli alunni, i quali si occuperanno anche - sotto la direzione dei professionisti e dell'insegnante - della procedura creativa (stesura della sceneggiatura) e realizzativa (recitazione, allestimento scena, costumi, ecc.), ad eccezione del montaggio digitale. LA STRUTTURA DEL LABORATORIO 1. "Seminario attivo" di Recitazione e di "formazione attorale". *[parte facoltativa] Obiettivi: Fornire gli elementi essenziali della Recitazione e portare i ragazzi a sperimentare modalità di comunicazione complessa di sé e di situazioni o storie, nella "finzione" interpretativa e mediante tutta la persona. Questo seminario attivo prevede la sperimentazione della "dimensione totale" dell'attore: gli stati d'animo, le situazioni, i personaggi, la voce, il corpo, il volto, la spontaneità. Le differenze tra recitazione per il teatro e recitazione per il cinema. La lettura espressiva. Metodologia: Attiva, induttiva ed esperienziale. Ogni "lezione" sarà un incontro di teatro, un recitare in modo spontaneo - sebbene guidato- con spazio all'improvvisazione e alla comunicazione corporea e gestuale, oltre che verbale. Dall'improvvisazione, si prenderanno spunti per il successivo lavoro di scelta e scrittura del soggetto. 2. "Seminario breve sulla fantasia narrativa - in improvvisazione teatrale e in scrittura guidata - per l'individuazione del soggetto da tradurre in film". Decidere "cosa raccontare"... come impostare il film, quali suggestioni e stati d'animo evocare e comunicare... significa creare il soggetto... che è l'idea iniziale - da approfondire e "contestualizzare", ma da cui partire per elaborare la sceneggiatura ovvero: "il copione". Lo si farà in modo molto attivo. Partendo anche da improvvisazioni di tipo teatrale e cercando di scrivere le "idee buone", le battute efficaci, i possibili intrecci drammatici, i contenuti "filosofici", gli stati d'animo, le situazioni di vita, ecc. Ci si porrà il problema, in ogni fase del lavoro, del "ragionare per immagini" e non (solo) per concetti e quello della "comunicazione emotiva", con importanza all'evocazione dei sentimenti e delle situazioni emotive da raccontare. 3. " FARE UN FILM - IL LAVORO PRELIMINARE E TEORICO " Il modo migliore per comprendere cos'è un film è farlo. I seguenti incontri di laboratorio sono finalizzati alla realizzazione di un cortometraggio video scritto, realizzato ed interpretato dagli alunni stessi. Si affronteranno: Il concetto di messa in scena e l'inquadratura. Il Raccontare con le immagini. Il regista come narratore. La Scelta degli attori e costituzione della troupe, andranno così a definirsi ruoli e compiti di ciascun alunno nella realizzazione del film. Lo studio della messa in scena: Locations - oggetti di scena - luce - ecc. LE RIPRESESeguendo la sceneggiatura essenziale, elaborata in precedenza insieme agli alunni, vengono realizzate le vere e proprie riprese del film. In questa fase della lavorazione la classe verrá suddivisa in gruppi di lavoro, che si occuperanno di curare tutti i fattori implicati nella messa in scena e nella ripresa . Le riprese verranno effettuate con il coinvolgimento attivo e tecnico degli alunni (che non faranno solo gli attori, ma opereranno anche "dietro" la telecamera e attorno al Set). Verrà utilizzata una videocamera digitale (MiniDV o Digital 8 o HI 8 - portata da noi) ed il montaggio verrà eseguito - a ns. cura - con strumenti e metodi professionali. L'eventuale materiale scenico da utilizzare andrà reperito a scuola e comunque a cura degli alunni, mentre eventuali luci, impianti voci, ecc. saranno portati dai professionisti. PARTE ECONOMICAIl costo del Laboratorio proposto è così articolato: A) "Ciclo completo" (Seminario di Recitazione di 8 ore + Seminario di scrittura del copione 6 Ore + Laboratorio su "La macchina Cinema"+ il lavoro di ripresa) per un totale di 34 ore (in un numero di incontri da determinarsi, tenendo conto che in fase di ripresa sarebbe bene effettuare incontri di almeno tre/quattro ore consecutive) à € 1.800 lordi (comprensivi di Rivalsa Contr. Prev. e di Rit. d'Acconto del 20% con fattura da libera professione artistica). B) "Ciclo senza Seminario di Recitazione di 8 ore" (Seminario di scrittura del copione 6 Ore + Laboratorio su "La macchina Cinema"+ il lavoro di ripresa), per un totale di 26 ore à € 1.600 lordi (comprensivi di Rivalsa Contr. Prev. e di Rit. d'Acconto del 20% - con fattura da libera professione artistica). C) "Ciclo abbreviato per i ragazzi delle scuole elementari ( II ciclo) di 20 ore" (una sintesi ed una semplificazione di quanto presentato - con tutto l'essenziale - adeguata all'età dei ragazzi, con l'accentuazione della parte di esperienza e con l'elaborazione di un breve video finale) à € 1.100 lordi (comprensivi di Rivalsa Contr. Prev. e di Rit. d'Acconto del 20% - con fattura da libera professione artistica). I Costi comprendono anche il montaggio e la consegna di due copie del film, in formato VHS. Il laboratorio, come proposto, verrà tenuto da Pino Gargiulo ed eventualmente da altri professionisti.
|
||
* Premessa generale . Questo è un Progetto scritto per i docenti. I concetti espressi, con un linguaggio un po' "accademico" e specialistico, servono quale strumento di lavoro per gli adulti-educatori-insegnanti che vogliano "dare ragione" di un progetto didattico-educativo che si apre a moderne metodologie, pur affondando le radici in un'antica ed affascinante Arte. Ad essi il compito di "ridurre" con linguaggio didattico quanto espresso, adeguandolo alla tipologia della scuola e all'età dei ragazzi. Tutto quanto contenuto nella parte della "premessa agli obiettivi" e negli obiettivi stessi, si può tranquillamente utilizzare anche per motivare adeguatamente Corsi di Aggiornamento per docenti sull'Animazione teatrale e musicale e l'Arte Drammatica nella scuola.
* Premessa agli obiettivi. L'esperienza "drammatica" ( l'azione simulata, la finzione emotivamente vissuta ) fa parte, senza ombra di dubbio, dell'esperienza di crescita e di formazione di ogni individuo. Essa attinge, essenzialmente, alla necessità di ognuno di "simbolizzare" e di "trasmettere" i propri sentimenti, la propria lettura della realtà esteriore ed "interiore". All'inizio si configura come "gioco" (i bambini e i ragazzi tendono a "mettere in scena" - da simultanei autori-attori-spettatori - paure, speranze, fantasie e concetti), ma col passare del tempo, pur non perdendo mai la dimensione ludica e simbolica (come tutte le "arti"), essa assume la forza di metodo di analisi ed interpretazione di se e dell'esistenza. La scuola italiana, già da molto tempo, ha "scoperto" il valore e l'utilità del "teatro" quale complesso ed interessante mezzo di comunicazione, socializzazione e apprendimento. In particolare la scuola media inferiore vede la presenza di diverse discipline - quali Lettere, Lingua straniera, Ed. Musicale, Ed. Artistica, Ed Fisica - che possono trovare un evidente e stimolante spazio di lavoro comune nell'attività teatrale degli alunni. In genere tutta l'attività didattica ed educativa - a prescindere dalle singole "materie" insegnate - può trarre espliciti vantaggi dall'attività teatrale, se non altro per quegli obiettivi comportamentali e comunicativi necessariamente inclusi nell'animazione teatrale. * Obiettivi:
1. Proporre agli allievi modalità nuove, efficaci e divertenti di apprendimento.
L 'Arte Drammatica (il "teatro") è un potente mezzo di apprendimento di tipo induttivo-emotivo. Attraverso il teatro (sia vissuto da spettatori che da "attori") siamo in grado di proiettarci nelle molteplici possibilità che riserva l'esistenza, possibilità che, per i ragazzi, gli adolescenti e i giovani, si configurano come "futuro" e quindi come "mistero" appassionante ed angosciante ad un tempo. Inoltre, attraverso la "messa in scena" di situazioni e "stati d'animo", elaboriamo concetti, apprendiamo la complessità della vita, misuriamo le nostre capacità, le nostre timidezze, i nostri limiti. Infine, i concetti, le nozioni, le situazioni "sperimentate" in modo induttivo e con una marcata componente emotiva, sono quelle che si radicano nella memoria a lungo termine, perché oltre al sostegno della "mente", hanno quello della "Psychè", dell'anima. 2. Far sperimentare agli alunni strumenti diversi di comunicazione e relazione interpersonale.
L'Arte Drammatica è un efficace mezzo di "comunicazione complessa". Recitare significa scoprire e comprendere i molteplici canali di comunicazione che ognuno di noi utilizza normalmente, ma di cui non sempre siamo coscienti. Recitare significa comunicare, "dire" di se e del personaggio (diverso da se), ciò che pensiamo, ciò che crediamo giusto o sbagliato, utilizzando contemporaneamente tutta la nostra persona: la parola, il linguaggio, il corpo, la gestualità, il volto, le mani... senza mai rinunciare a ciò che si è. Recitare vuol dire anche fantasticare, ideare, inventare, comunicare a chi sta sul palcoscenico con me e a chi guarda (gli spettatori) tutto il "mio" mondo, il "mio" modo di sentire, di reagire, di giudicare, di interpretare. 3. Proporre agli alunni ambiti e metodi interessanti di socializzazione e di crescita personale, all'interno della scuola.
L'Arte Drammatica è un proficuo metodo di socializzazione e di identificazione di se, attraverso la com-prensione (il "prendere insieme") dell'individualità e dell'originalità dell' "altro da se". Recitare vuol dire, infatti, "mettersi nei panni di... ", misurarsi con tutte le diverse possibilità di reazione alle situazioni, chiedersi se il "mio" modo di reagire sia l'unico... si scoprono così gli "altri", con i differenti modi di interpretare la medesima realtà, con i differenti contesti in cui viviamo... e contemporaneamente ci si "situa" in una realtà precisa, si comprende il contesto in cui viviamo, si rafforza la propria identità (prendendo le distanze, magari, da tutte quelle possibilità che ci sembrano assurde, lontane, deleterie). L'Animazione teatrale, inoltre, è un interessante modo di richiamare alla "disciplina", al rispetto del lavoro altrui, alla collaborazione, alla conoscenza del proprio ruolo, dei propri limiti, del proprio compito. "Fare uno spettacolo" , ma anche partecipare ad un qualsiasi momento di "comunicazione drammatica", significa rispettare delle regole, dei "tempi", dei ritmi, dei silenzi... Uno spettacolo è un lavoro comune : vuole coordinamento, volontà, rispetto di se e degli altri... altrimenti lo spettacolo "viene male" e tutti ci rimettono! Per uno spettacolo ci vuole "disciplina", concentrazione, concertazione degli obiettivi, rispetto dei compiti propri e di ciascuno, accettazione dei propri limiti e riconoscimento delle qualità degli altri, volontà di riuscita in un progetto comune. 4. Far sperimentare agli alunni attività interessanti, creative, divertenti e fantasiose per trascorrere il "tempo libero" , proponendo una diversa "visione" della scuola come ambito di crescita globale.
L'Animazione teatrale è un'attività molto divertente e creativa. Essa stimola alla riflessione sugli atteggiamenti comici, estrosi, originali di ciascuno di noi e vede la sperimentazione attiva delle osservazioni condotte. Inoltre contiene in modo naturale aspetti di gioco e di ilarità: facendo teatro (anche quello serio) si passa attraverso gli errori, le timidezze, le ripetizioni, i "tic" di ciascuno... con evidente apertura alla dimensione del divertimento (sebbene guidato, spiegato e "controllato"). Ogni momento di Animazione teatrale, insomma, lascia ampio spazio al "ridere", al prendersi bonariamente "in giro", all'autoironia, all'umorismo.
* Metodologia. I Laboratori di Animazione teatrale (con attenzione anche alla dimensione creativa e a quella ritmico-musicale), sia quelli "lunghi" che quelli brevi, secondo le diverse tipologie da scegliere, sono sempre e costantemente condotti col metodo del coinvolgimento attivo, induttivo ed evocativo-interpretativo. Non vi saranno mai, infatti, momenti di "lezione frontale" con comunicazione di nozioni o concetti da "ascoltare", ma sempre suggerimenti drammatici (Dramma= Azione) o musicali, attività mimiche e gestuali, interventi, sperimentazioni di stati d'animo, situazioni, movimenti di gruppo, evocazione di sentimenti, situazioni, ecc. Naturalmente gli attori-animatori (tutti esperti di teatro e musica e preparati sotto il profilo psicopedagogico) non mancheranno di sottolineare aspetti propriamente didattici e culturali, ma questi aspetti "emergeranno" dalla attività artistica e comunicativa proposta. Ogni laboratorio prevede l'intrecciarsi dell'azione drammatica e propriamente teatrale con elementi ritmico-musicali, particolarmente adatti alla dimensione evocativa, narrativa ed artistica che verrà affrontata. |
||
|
LABORATORIO DI ANIMAZIONE E DI ESPRESSIONE RITMICO-MUSICALE |
||
| Nota per i docenti:
La seguente “Premessa al Laboratorio” è scritta con un linguaggio adatto ai docenti, operatori della scuola esperti di didattica e di metodologie pedagogicamente efficaci. Premessa al Laboratorio Gli obiettivi specifici del Laboratorio sono: Accostare la cultura musicale, attraverso la sperimentazione attiva del “respiro interiore” della musicalità, la comprensione della “grammatica di base” della musica: ritmo, tempo, sonorità (anche diverse dalle nostre), frasi melodiche, armonia dell’insieme, evocazione della melodia e dell’armonia, cercando di comprenderne anche la portata comunicativa ed artistica. Sviluppare il senso del ritmo, della musicalità, dell’intonazione, del movimento ritmico individuale e corale. Sviluppare la dimensione comunicativa "a tutto campo", mettendo in gioco l'intero corpo, la coreografia di gruppo, i simboli, la voce, i rumori, i ritmi, l'uso di tamburelli, strumenti musicali, ecc. Sviluppare la capacità di concentrazione e di coordinamento di sé e con gli altri. Scoprire la dimensione ludica e socializzante della musica. Suscitare nuovi “appetiti” culturali ed artistici per possibili approfondimenti personali. Vivere la scuola come ambito “aperto” e più ampio, in cui non si incontra solo l’agire cognitivo-logico-razionale, ma anche la dimensione evocativa, creativa ed estetica e quella socializzante.
Metodologia. L'approccio al Laboratorio di Animazione ed espressione ritmico-musicale è di tipo culturale, gestuale e musicale (in senso ampio)
PARTE ORGANIZZATIVA Il Laboratorio è articolato in 14 ore, suddivise in 8 incontri di 90 minuti, a cui aggiungere l’eventuale “performance” finale, che sarà elaborata insieme ai ragazzi e agli insegnanti, durante lo svolgimento del laboratorio, con scelte di sonorità e di melodie, di movimenti coreografici e di canzoni (magari anche composte “in improvvisazione” con gli stessi ragazzi). |
||
| INFORMAZIONI E ISCRIZIONI | ||
iscrizionicorsi@teatrodellultimora.com info@teatrodellultimora.com 339.484.47.47 – 335.68.28.772 Fax 02.907.22.362 |
||